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Noi
al Sicuro: e i nostri vicini?
Un sogno che si realizza…
Solo così riesco a definire l’”avventura albanese” in cui mi
sono lanciata ed in cui ho coinvolto Presidente e Dirigenti della Fpds
(che però, da quelle persone splendide che sono, non si sono certo
fatti pregare!).
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| Il
Presidente della Fpds-Fidas davanti all'Università
italo-albanese Nostra Signora del Buon Consiglio |
Sembra davvero impossibile che siano passati solo sei mesi da quando
un incontro fortuito mi ha aperto gli occhi sulla difficilissima realtà
trasfusionale albanese, a pochi chilometri da questa Puglia che,
ormai, si è lasciata alle spalle tristi problemi del passato
(ricordate i mercenari del sangue?).
E’ successo tutto velocemente: ho parlato della mia idea in
Associazione (far nascere un’associazione di donatori volontari
albanesi, la prima nel ‘Paese delle aquile’), molti amici si sono
affannati a trovarmi dei contatti in Albania, la cara Domi ha
suggerito la persona giusta: Natale Capodicasa, un biologo italiano
che da anni lavora a Tirana, dove è sposato ed ha tre figli, e che da
anni, confidava agli amici l’angoscia per la carenza di sangue
(specie di sangue ‘sicuro’) negli ospedali albanesi. Ho conosciuto
Natale via e-mail, e durante l’estate con questo mezzo e per
telefono abbiamo scoperto di avere le stesse idee sul volontariato, ed
insieme abbiamo avviato un progetto basato sulla mia annosa esperienza
e sull’entusiasmo e la serietà di intenti suoi e dei primi suoi
adepti (in primis Diana, la
sua adorabile moglie albanese).
L’Associazione ha preso rapidamente corpo, ed abbiamo pensato di
presentarla ufficialmente in un convegno che riunisse tutti coloro che
potevano avere un ruolo per il suo successo. Ovviamente, è stata
quella l’occasione perché io finalmente andassi a Tirana, e con me
una delegazione della Fpds – il Presidente Dileo in testa – che
avendo creduto fin dal primo momento alla validità dell’iniziativa,
ha assunto l’impegno di sostenerla concretamente in qualunque modo
possa essere possibile.
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| Il
frontespizio del primo dépliant dell'Associazione Albanese
Donatori Volontari Sangue |
L’esperienza albanese è stata fantastica. Io, però, sono troppo
parte in causa, ed ancora adesso troppo emozionata. Lascio, perciò,
ad una cronista più serena ed obiettiva la cronaca di giornate che
per tutto il nostro gruppo sono state indimenticabili, ma che forse
hanno segnato un punto di svolta per la donazione e la trasfusione del
sangue in Albania.
Un’ultima annotazione: al 31 ottobre, le iscrizioni sono già una
trentina, e l’Associazione ha un fitto calendario di incontri di
sensibilizzazione. Fra gli altri ha donato, a soli 17 anni (in Albania
si può), il Presidente del Parlamento dei Giovani.
Rosita ORLANDI |
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Cronaca
di un'esperienza straordinaria
L’Albania
negli ultimi tempi ha seri problemi in campo trasfusionale perché si
è trovata di fronte alla diffusione di malattie da contaminazione
come le epatiti e l’ HIV.
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| La
delegazione Fidas con i promotori albanesi. Da sn: la dott.
Diana Qehaja, la prof. Rosita Orlandi, la prof. Cristina
Moramarco, il dott. Natale Capodicasa, la dott. Domi
Calabrese, il rag. Filippo Nardone, il rag. Domenico Dileo |
In una nazione dove è presente un numero elevato di talassemici ed
emofilici, esiste di fatto la necessità di fronteggiare, in tempi
brevi, una situazione di incombente pericolo. Attualmente le
trasfusioni utilizzano sangue raccolto in massima parte a pagamento.
Solo il 5/oo della popolazione dona volontariamente.
Di tale situazione é venuta a conoscenza la Presidente della Fidas
Puglia Rosita Orlandi, che ha subito avuto l’idea di fare qualcosa
per tentare di venirne a capo. Le è stata segnalata una persona che,
di fatto, aveva già preso in animo di costituire, per la prima volta
in Albania, una Associazione di Donatori Volontari, ma non sapeva come
affrontare i mille problemi connessi.
Era il dott. Natale Capodicasa, biologo italiano ormai residente in
Albania. Con lui le prime intese e da queste sino all’organizzazione
di un convegno con l’intervento della Fpds-Fidas, per portare, in
quella sede, un’esperienza trentennale ed essere punto di
riferimento e di consulenza per la costituzione dell’Associazione.
Il convegno si è svolto a Tirana la mattina del 27 settembre in una
sede molto prestigiosa, l’Università Nostra Signora del Buon
Consiglio. Sono intervenuti il Ministro della Sanità Maksim Cikuli,
S.E. l’Ambasciatore italiano Attilio Massimo Iannucci, il Vice
Rettore prof. Tritan Shehu, il Direttore Generale dell’Università
P. Mariano Passerini, la Direttrice del C.T. di Tirana dott.ssa Irena
Qendro, il dott. Santino Severoni dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità, rappresentanti della Caritas e di vari ordini religiosi,
giornalisti ed operatori di 7 emittenti televisive.
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| Nella
gremita sSla Conferenze dell'Università N.S. del Buon
Consiglio di Tirana, in prima fila da sn: il Preside della
Facoltà di Medicina dott. Paolo Ruatti, il Delegato dell'OMS
dott. Santino Severoni, l'Ambasciatore d'Italia dott. Attilio
M. Iannucci, il Ministro della Sanità Maksim Cikuli ed il
Vice Rettore prof. Tritan Shehu |
Tutti hanno fatto propria la proposta del dott. Capodicasa cogliendone
il carattere di urgenza, e lo stesso Ministro della Sanità ha
sostenuto la necessità di dare una svolta all’intero sistema
trasfusionale con un intervento legislativo drastico e appropriato.
Attraverso le relazioni di Rosita Orlandi, Mimmo Dileo e Domi
Calabrese sono state illustrate la trentennale esperienza Fidas in
Puglia, le strategie adottate per la divulgazione del concetto di
donazione volontaria, la collaborazione con le scuole, le svariate
attività organizzate dalle nostre Sezioni per promuovere le donazioni
e fidelizzare i donatori.
Il giorno successivo siamo stati in visita al Centro Nazionale per le
Trasfusioni di Tirana la cui responsabile, con tanta cortesia, ci ha
guidati nei vasti ambienti della struttura, ci ha illustrato le
modalità con cui viene svolta l’attività di raccolta ma ha messo
in evidenza le difficoltà operative derivanti dalla mancanza di
supporti tecnici aggiornati.
Subito dopo ci siamo recati presso la Delegazione della Regione Puglia
in Albania. La dott.ssa Marilena Pinca, responsabile dell’Ufficio,
ci ha riservato un’accoglienza calorosa ed ha apprezzato il sostegno
dei donatori pugliesi alla Sanità albanese, dichiarandosi convinta
che anche le autorità della Regione Puglia non faranno mancare il
loro sostegno ad un’impresa così utile. Nel corso dell’incontro
siamo stati raggiunti dal dott. Aleksander Sallabanda (che pochi
giorni dopo è diventato Vice-Ministro della Sanità), il quale ha
auspicato l’intervento più rapido possibile del Governo con una
legge moderna che proietti l’Albania verso l’Europa.
Nel pomeriggio finalmente l’incontro con il gruppo dei promotori. Ci
siamo messi a loro disposizione per dare risposte a tutti i quesiti
relativi al momento costitutivo, siamo entrati nel dettaglio di tutte
quelle attività necessarie per portare il messaggio della donazione
ai cittadini, dei mezzi da utilizzare per diffondere informazioni
sicure, per sollecitare l’interesse, la presenza delle comunità,
delle istituzioni, dei mezzi di informazione. In serata, Rosita
Orlandi è stata raggiunta da una troupe della TV News 24 per
un’intervista abbastanza lunga che le ha offerto la possibilità di
illustrare il valore di una realtà di volontariato in un processo di
civiltà e di progresso culturale.
Il giorno dopo abbiamo avuto altri incontri, fra cui uno con il Centro
Don Bosco dove siamo stati accolti dal Responsabile il quale si è
detto completamente disponibile a sostenere questa “grande idea”
promuovendo la donazione volontaria fra i giovani (e sono migliaia!)
che frequentano il Centro Salesiano.
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| Il
dono del gagliardetto Fpds all'Associazione Albanese. Da sn:
la dott. Irena Qentro, direttrice del Centro Trasfusionale di
Tirana, il dott. Natale Capodicasa, Presidente della neonata
associazione, ed i Presidenti di fidas Puglia, prof. Orlandi
ed Fpds, rag. Dileo |
Il pomeriggio del 29 ci ha visti impegnati – insieme al dott.
Capodicasa in una intervista televisiva sul Canale Nazionale Albanese.
Per un’ora intera abbiamo avuto modo di illustrare il progetto di
costituzione della Associazione Albanese dei Donatori Volontari di
Sangue.
Moderatore un medico giornalista, conduttore di una trasmissione
televisiva nella quale vengono trattati argomenti inerenti la medicina
e la salute. Un’opportunità davvero interessante se si pensa che la
rubrica è seguita in tutta la Nazione.
Quesiti specifici sulla donazione del sangue ci hanno offerto la
possibilità di fare un confronto tra la realtà italiana e quella
albanese. A conclusione della trasmissione in diretta, abbiamo
lanciato l’appello al popolo albanese di fare quadrato intorno a
quel gruppo ristretto di promotori con lo scopo di realizzare un corso
nuovo nella donazione del sangue.
Così si è conclusa la nostra presenza in Albania, presenza intensa
ed impegnata, largamente apprezzata da tutti coloro che abbiamo
contattato.
E’ doveroso esprimere un grazie di vero cuore per l’accoglienza
che tutti, indistintamente, ci hanno riservato.
Tornati in Italia siamo in grado di affermare che la trasferta è
stata sicuramente proficua. In Albania finalmente ci sono le premesse
per una sostanziale modifica della mentalità nei confronti della
donazione.
Quanto a noi, pensiamo di aver fatto solo quello che, in fondo, è il
nostro compito statutario. La promozione che travalica i confini
nazionali è una esperienza per noi nuova, ma in sostanza rimane in
linea con i nostri obiettivi rivolti a rendere universali i valori
della civiltà e della solidarietà.
Maria Cristina MORAMARCO |