FederazionePuglieseDonatoriSangue

Anno XXIII, n. 2 - dicembre 2005

 La Solidarietà non può essere condizionata o limitata dalle frontiere
Puglia ed Albania unite per la donazione del sangue

           Noi al Sicuro: e i nostri vicini?

Un sogno che si realizza… Solo così riesco a definire l’”avventura albanese” in cui mi sono lanciata ed in cui ho coinvolto Presidente e Dirigenti della Fpds (che però, da quelle persone splendide che sono, non si sono certo fatti pregare!).

Il Presidente della Fpds-Fidas davanti all'Università italo-albanese Nostra Signora del Buon Consiglio

Sembra davvero impossibile che siano passati solo sei mesi da quando un incontro fortuito mi ha aperto gli occhi sulla difficilissima realtà trasfusionale albanese, a pochi chilometri da questa Puglia che, ormai, si è lasciata alle spalle tristi problemi del passato (ricordate i mercenari del sangue?).
E’ successo tutto velocemente: ho parlato della mia idea in Associazione (far nascere un’associazione di donatori volontari albanesi, la prima nel ‘Paese delle aquile’), molti amici si sono affannati a trovarmi dei contatti in Albania, la cara Domi ha suggerito la persona giusta: Natale Capodicasa, un biologo italiano che da anni lavora a Tirana, dove è sposato ed ha tre figli, e che da anni, confidava agli amici l’angoscia per la carenza di sangue (specie di sangue ‘sicuro’) negli ospedali albanesi. Ho conosciuto Natale via e-mail, e durante l’estate con questo mezzo e per telefono abbiamo scoperto di avere le stesse idee sul volontariato, ed insieme abbiamo avviato un progetto basato sulla mia annosa esperienza e sull’entusiasmo e la serietà di intenti suoi e dei primi suoi adepti (in primis Diana, la sua adorabile moglie albanese).
L’Associazione ha preso rapidamente corpo, ed abbiamo pensato di presentarla ufficialmente in un convegno che riunisse tutti coloro che potevano avere un ruolo per il suo successo. Ovviamente, è stata quella l’occasione perché io finalmente andassi a Tirana, e con me una delegazione della Fpds – il Presidente Dileo in testa – che avendo creduto fin dal primo momento alla validità dell’iniziativa, ha assunto l’impegno di sostenerla concretamente in qualunque modo possa essere possibile.

Il frontespizio del primo dépliant dell'Associazione Albanese Donatori Volontari Sangue

L’esperienza albanese è stata fantastica. Io, però, sono troppo parte in causa, ed ancora adesso troppo emozionata. Lascio, perciò, ad una cronista più serena ed obiettiva la cronaca di giornate che per tutto il nostro gruppo sono state indimenticabili, ma che forse hanno segnato un punto di svolta per la donazione e la trasfusione del sangue in Albania.
Un’ultima annotazione: al 31 ottobre, le iscrizioni sono già una trentina, e l’Associazione ha un fitto calendario di incontri di sensibilizzazione. Fra gli altri ha donato, a soli 17 anni (in Albania si può), il Presidente del Parlamento dei Giovani.

Rosita ORLANDI

Cronaca di un'esperienza straordinaria

L’Albania negli ultimi tempi ha seri problemi in campo trasfusionale perché si è trovata di fronte alla diffusione di malattie da contaminazione come le epatiti e l’ HIV.

La delegazione Fidas con i promotori albanesi. Da sn: la dott. Diana Qehaja, la prof. Rosita Orlandi, la prof. Cristina Moramarco, il dott. Natale Capodicasa, la dott. Domi Calabrese, il rag. Filippo Nardone, il rag. Domenico Dileo

In una nazione dove è presente un numero elevato di talassemici ed emofilici, esiste di fatto la necessità di fronteggiare, in tempi brevi, una situazione di incombente pericolo. Attualmente le trasfusioni utilizzano sangue raccolto in massima parte a pagamento. Solo il 5/oo della popolazione dona volontariamente.
Di tale situazione é venuta a conoscenza la Presidente della Fidas Puglia Rosita Orlandi, che ha subito avuto l’idea di fare qualcosa per tentare di venirne a capo. Le è stata segnalata una persona che, di fatto, aveva già preso in animo di costituire, per la prima volta in Albania, una Associazione di Donatori Volontari, ma non sapeva come affrontare i mille problemi connessi.
Era il dott. Natale Capodicasa, biologo italiano ormai residente in Albania. Con lui le prime intese e da queste sino all’organizzazione di un convegno con l’intervento della Fpds-Fidas, per portare, in quella sede, un’esperienza trentennale ed essere punto di riferimento e di consulenza per la costituzione dell’Associazione.
Il convegno si è svolto a Tirana la mattina del 27 settembre in una sede molto prestigiosa, l’Università Nostra Signora del Buon Consiglio. Sono intervenuti il Ministro della Sanità Maksim Cikuli, S.E. l’Ambasciatore italiano Attilio Massimo Iannucci, il Vice Rettore prof. Tritan Shehu, il Direttore Generale dell’Università P. Mariano Passerini, la Direttrice del C.T. di Tirana dott.ssa Irena Qendro, il dott. Santino Severoni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresentanti della Caritas e di vari ordini religiosi, giornalisti ed operatori di 7 emittenti televisive.

Nella gremita sSla Conferenze dell'Università N.S. del Buon Consiglio di Tirana, in prima fila da sn: il Preside della Facoltà di Medicina dott. Paolo Ruatti, il Delegato dell'OMS dott. Santino Severoni, l'Ambasciatore d'Italia dott. Attilio M. Iannucci, il Ministro della Sanità Maksim Cikuli ed il Vice Rettore prof. Tritan Shehu

Tutti hanno fatto propria la proposta del dott. Capodicasa cogliendone il carattere di urgenza, e lo stesso Ministro della Sanità ha sostenuto la necessità di dare una svolta all’intero sistema trasfusionale con un intervento legislativo drastico e appropriato.
Attraverso le relazioni di Rosita Orlandi, Mimmo Dileo e Domi Calabrese sono state illustrate la trentennale esperienza Fidas in Puglia, le strategie adottate per la divulgazione del concetto di donazione volontaria, la collaborazione con le scuole, le svariate attività organizzate dalle nostre Sezioni per promuovere le donazioni e fidelizzare i donatori.
Il giorno successivo siamo stati in visita al Centro Nazionale per le Trasfusioni di Tirana la cui responsabile, con tanta cortesia, ci ha guidati nei vasti ambienti della struttura, ci ha illustrato le modalità con cui viene svolta l’attività di raccolta ma ha messo in evidenza le difficoltà operative derivanti dalla mancanza di supporti tecnici aggiornati.
Subito dopo ci siamo recati presso la Delegazione della Regione Puglia in Albania. La dott.ssa Marilena Pinca, responsabile dell’Ufficio, ci ha riservato un’accoglienza calorosa ed ha apprezzato il sostegno dei donatori pugliesi alla Sanità albanese, dichiarandosi convinta che anche le autorità della Regione Puglia non faranno mancare il loro sostegno ad un’impresa così utile. Nel corso dell’incontro siamo stati raggiunti dal dott. Aleksander Sallabanda (che pochi giorni dopo è diventato Vice-Ministro della Sanità), il quale ha auspicato l’intervento più rapido possibile del Governo con una legge moderna che proietti l’Albania verso l’Europa.
Nel pomeriggio finalmente l’incontro con il gruppo dei promotori. Ci siamo messi a loro disposizione per dare risposte a tutti i quesiti relativi al momento costitutivo, siamo entrati nel dettaglio di tutte quelle attività necessarie per portare il messaggio della donazione ai cittadini, dei mezzi da utilizzare per diffondere informazioni sicure, per sollecitare l’interesse, la presenza delle comunità, delle istituzioni, dei mezzi di informazione. In serata, Rosita Orlandi è stata raggiunta da una troupe della TV News 24 per un’intervista abbastanza lunga che le ha offerto la possibilità di illustrare il valore di una realtà di volontariato in un processo di civiltà e di progresso culturale.
Il giorno dopo abbiamo avuto altri incontri, fra cui uno con il Centro Don Bosco dove siamo stati accolti dal Responsabile il quale si è detto completamente disponibile a sostenere questa “grande idea” promuovendo la donazione volontaria fra i giovani (e sono migliaia!) che frequentano il Centro Salesiano.

Il dono del gagliardetto Fpds all'Associazione Albanese. Da sn: la dott. Irena Qentro, direttrice del Centro Trasfusionale di Tirana, il dott. Natale Capodicasa, Presidente della neonata associazione, ed i Presidenti di fidas Puglia, prof. Orlandi ed Fpds, rag. Dileo

Il pomeriggio del 29 ci ha visti impegnati – insieme al dott. Capodicasa in una intervista televisiva sul Canale Nazionale Albanese. Per un’ora intera abbiamo avuto modo di illustrare il progetto di costituzione della Associazione Albanese dei Donatori Volontari di Sangue.
Moderatore un medico giornalista, conduttore di una trasmissione televisiva nella quale vengono trattati argomenti inerenti la medicina e la salute. Un’opportunità davvero interessante se si pensa che la rubrica è seguita in tutta la Nazione.
Quesiti specifici sulla donazione del sangue ci hanno offerto la possibilità di fare un confronto tra la realtà italiana e quella albanese. A conclusione della trasmissione in diretta, abbiamo lanciato l’appello al popolo albanese di fare quadrato intorno a quel gruppo ristretto di promotori con lo scopo di realizzare un corso nuovo nella donazione del sangue.
Così si è conclusa la nostra presenza in Albania, presenza intensa ed impegnata, largamente apprezzata da tutti coloro che abbiamo contattato.
E’ doveroso esprimere un grazie di vero cuore per l’accoglienza che tutti, indistintamente, ci hanno riservato.
Tornati in Italia siamo in grado di affermare che la trasferta è stata sicuramente proficua. In Albania finalmente ci sono le premesse per una sostanziale modifica della mentalità nei confronti della donazione.
Quanto a noi, pensiamo di aver fatto solo quello che, in fondo, è il nostro compito statutario. La promozione che travalica i confini nazionali è una esperienza per noi nuova, ma in sostanza rimane in linea con i nostri obiettivi rivolti a rendere universali i valori della civiltà e della solidarietà.

                                                                                                                   Maria Cristina MORAMARCO

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